giovedì 23 agosto 2018

Recensione "Meglio sole che nuvole" di Jane Alison

Per la prima volta in vita mia ho deciso di dare il via ad una maratona di lettura: 24 ore dedicate più possibile ai libri. È iniziata già da un'ora e dopo una prima sessione di lettura ho deciso di riprendere fiato parlandovi di una delle mie ultime letture: "Meglio sole che nuvole. Leggere Ovidio a Miami" di Jane Alison.
Ne avete sentito parlare?


SCHEDA TECNICA QUI

Trama:
"Si diventa ciò che si era destinati a essere; si diventa ciò che si è realmente. Non volevi essere di pietra? O di vetro, o di cromo?" J, la protagonista di questo libro, nel mezzo del cammin della sua vita ha deciso di congedarsi dall'amore. Il suo matrimonio è fallito, non ha figli, e l'ultimo incontro con Sir Gold è stato un disastro, così come i tentativi di ritrovare le sue vecchie fiamme. J torna allora a Miami, ai cieli blu della città di vetro, agli orizzonti sfarzosi della baia dì Biscayne, e si prende cura di un gatto e di un'anatra malandati mentre osserva i bizzarri inquilini del suo grattacielo e traduce brani di Ovidio. Le eroine delle Metamorfosi, trasformate dall'amore in piante, pietre o mostri, la guidano alla scoperta dei suoi sentimenti e nella ricerca di uomini da amare solo con la fantasia. Finché un giorno, scrutando il balcone del ventiduesimo piano, vede una donna dalla chioma biondo platino che lascia cadere qualcosa nel vuoto... Con una scrittura poetica e sensuale, Jane Alison racconta di una donna delusa dagli uomini, che esplora le terre instabili del cambiamento e della solitudine per riprendere in mano la sua vita e accettare, finalmente, il suo desiderio di amare ed essere amata.

Recensione
Durante la mia lettura di "Meglio sole che nuvole" mi è capitato più volte di condividere delle foto su IG e la trama e il sottotitolo hanno destato molta curiosità. Alla domanda "com'è?" ho sempre e solo risposto: una lettura fuori dagli schemi, un libro atipico. 
A lettura ultimata sono ancora più convinta che non avrei potuto trovare parole migliori per descriverlo. Il libro scritto da Jane Alison infatti non è semplicemente originale, né strano nel senso superficiale del termine, ma secondo me è assolutamente ATIPICO.

"Meglio sole che nuvole" di per sé non custodisce una storia agghiacciante o sbalorditiva ma semplicemente una storia comune raccontata nel modo giusto.
Abbiamo di fronte una protagonista, come ci suggerisce la sinossi, nel mezzo del cammin della sua vita. Circa cinquant'anni, J vive al ventunesimo piano di un palazzo di Miami, trascorre le sue giornate nella tranquilla piscina a forma di clessidra condominiale, si preoccupa della madre ormai anziana, si prende cura di un gatto malandato e di un'oca randagia, per vivere traduce Ovidio ed ha deciso di congedarsi dall'amore.

Il cuore di J si è abituato a vivere i suoi battiti solitari.

I capitoli scorrono rapidamente se pur lo stile dell'autrice non sia dei più semplici (basta pensare che non ci sono virgolette o altro segno di punteggiatura ad evidenziare i discorsi diretti). E tra un estratto di Ovidio e l'altro (passaggi che rendono unico e fantastico questo libro) ci si affeziona alla protagonista e insieme a lei si sbircia dalle finestre delle altre camere per scoprire cosa si cela nella vita degli altri condomini.

Stare dietro all'autrice Jane Alison non è sempre semplice perché sembra realmente di trovarsi negli intricati pensieri della protagonista che saltella, così come facciamo tutti quando siamo persi nelle nostre personali riflessioni, da un argomento all'altro: cosa succederà alla protagonista della traduzione, quanto costerà ristrutturare la piscina, come convincere mia madre ad andare nella casa di riposo e l'anatra? chi si prenderà cura di lei? un altro messaggio da una vecchia fiamma, devo rispondere o no? ho voglia di nuotare e devo smettere di fare fantasie erotiche...

Ovviamente nel libro non si salta da un argomento all'altro così rapidamente come ho fatto io ma era per rendere l'idea.

"Meglio sole che nuvole" nonostante la frivolezza apparente tocca comunque dei temi importanti: la solitudine, la morte, il dolore, lo stupro, l'amore.
Vi consiglio quindi di procurarvelo, è una lettura che merita attenzione. Se siete poi degli amanti di Ovidio, non potete assolutamente farvelo sfuggire! 

3 commenti:

  1. Felice che ti sia piaciuto ma, come forse ricordi, io lo avevo trovato davvero antipatico. Sarà una storia troppo femminile per i miei gusti? Può darsi, ma ho patito non tanto quello, quanto la presunzione dell'autrice: infarcire una storia semplicissima (e potenzialmente bella per quello), solo per darsi toni sofisicati.

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    1. Io no, non ci ho visto i toni sofisticati ma piuttosto tanto di autobiografico. Non so nulla a riguardo perché non mi sono informata ma, J starà mica per Jane? E se semplicemente ci avesse fatti entrare nei suoi "pensieri"?
      Senza lo stile chiamiamolo sofisticato, non avremmo giudicato questo libro banale?

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  2. u.u innovativo e dalla recensione mi hai incuriosito!

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