sabato 28 luglio 2018

Recensione: "La bambina che trovava le cose perdute" di Patrizia Emilitri

Le letture scivolano via velocemente in questo periodo ed io ne sono completamente assorta, pienamente soddisfatta di aver ritrovato la passione e i ritmi di una volta. 
Una delle storie che mi ha accompagnata in questi giorni è stata scritta da Patrizia Emilitri e il libro terminato da pochi giorni è "La bambina che trovava le cose perdute".


SCHEDA TECNICA QUI
Trama:
A Vier, un piccolo borgo sospeso nello spazio e nel tempo in provincia di Trento, Noemi Rainer possiede una graziosa vineria, il Rosa Bianca - dove vende composte, sciroppi, uvetta sotto spirito, oltre, naturalmente, al vino - e nasconde un segreto. Un dono che per anni ha chiuso in un angolo del suo cuore, ma che ora, in una mattina di primavera che già profuma d'estate, torna a bussare prepotente nella sua vita. Il segnatempo che domina da più di trent'anni la piazza del paese, infatti, tutt'a un tratto è scomparso. I vieresi ci passano davanti ogni mattina e lo guardano ammirati. 
Qualcuno dice che è magico, qualcun altro, più devoto, è convinto che sia benedetto. Ma, si sa, ognuno vede quel che vuol vedere e ognuno crede ciò che vuol credere. Negli anni, però, a Vier si sono convinti in molti che quella scultura porti davvero fortuna, come promesso dal suo creatore. E ora va assolutamente ritrovata. 
C'è solo una persona che può farlo ed è lei, Noemi, la bambina, ormai adulta, con il dono: quello di ritrovare le cose perdute.
Dall'inconfondibile e delicata penna dell'autrice varesina, Patrizia Emilitri, la storia intensa e suggestiva di una bambina speciale, capace di ritrovare gli oggetti più cari o preziosi che la gente smarrisce, e di intrecciare così desideri e destini.



Recensione
Non so bene cosa mi aspettassi da questo libro ma l'ho iniziato in giornate in cui avevo bisogno di qualcosa di leggero e rilassante. 
"La bambina che trovava le cose perdute" ha appagato appieno il mio bisogno di relax perché si è rivelato piacevole ma senza troppe pretese.

La storia, nata dalla penna dell'autrice italiana Patrizia Emilitri, si può classificare come narrativa contemporanea ma ha anche delle sfumature fantasy e tracce di thriller. Tutto è incentrato sulla vita di Rosa, una donna che sin da bambina ha sempre saputo di avere un particolare dono: lei riesce a percepire e ritrovare gli oggetti perduti. Un bel dono si potrebbe pensare ma non sempre è così perché dietro ad ogni oggetto smarrito è legata una storia, una bugia, un tradimento, un destino. Il ritrovamento di qualcosa di smarrito può a volte migliorare la vita di qualcuno ma altre volte anche rovinare delle vite. A Rosa quindi, il suo dono non sempre sembra tale, a volte lo sente più come un peso che altro. Da qui la decisione di non utilizzarlo, di tenerlo segreto.

Ma come fare quando in un piccolo borgo in cui tutti si conoscono, scompare l'oggetto più importante per tutta la comunità? Come ignorare le richieste degli altri cittadini e continuare a fingere di non possedere o di non aver mai posseduto un dono?

La storia prosegue al fianco di un commissario che cerca di seguire le tracce e gli indizi per ritrovare l'oggetto smarrito senza affidarsi a strani poteri magici. Ci si addentra nella lettura per scoprire tutti i segreti più intimi degli abitanti di Vier, perché si sa, nei piccoli borghi i pettegolezzi sono all'ordine del giorno. E ci si affeziona, pagina dopo pagina, alla protagonista Rosa che vorrebbe nascondersi nella sua vineria tra i dolci profumi delle composte di frutta in preparazione. 

Ogni dono ha i suoi lati negativi ed ogni persona speciale che ne possiede uno, deve fare i conti con le responsabilità che comporta. Rosa dovrà fare i conti con questo e decidere: deve aiutare gli abitanti a ritrovare il Salvatempo? deve rivelare a tutti l'identità della persona che l'ha portato via? o dovrà continuare a tenere segreto il suo dono al resto del mondo?

Lo si scopre in poco più di un paio di pomeriggi perché la lettura di "La bambina che trovava le cose perdute" scorre via molto velocemente.
Lo consiglio a chi ama le storie leggere ma originali, perfetto da leggere sotto l'ombrellone!



3 commenti:

  1. Complice la copertina da manuale di self-help, poco ispirava...

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    1. Non è male invece, certo non una lettura impegnata e impegnativa ma comunque piacevole! ;)

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