martedì 12 giugno 2018

Recensione "L'arte di rialzarsi" di Salvatore Falzone

Buongiorno ragazzi,
approfitto di un paio d'ore libere per fare due chiacchiere con voi, per parlarvi della mia ultima lettura (tra l'altro scelta su instagram da chi mi segue). Il libro in questione è "L'arte di rialzarsi", romanzo d'esordio del giovanissimo Salvatore Falzone.

SCHEDA TECNICA QUI

Trama:
Diciannove anni, un tentato suicidio e quattro ricoveri psichiatrici alle spalle, Salvatore decide di ritirarsi definitivamente dal liceo, che ha tentato di riprendere più volte senza successo. Prima era uno studente modello, con voti eccellenti in tutte le materie, ora non fa che dubitare di tutto, paralizzato tra il desiderio di morire – ma la morte lo terrorizza – e il desiderio di vivere per diventare famoso ora e subito – la fama postuma non gli interessa.

Come dice sempre il suo psichiatra, Salvatore scappa dai problemi come uno struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia. E allora Salvatore scappa ancora una volta, passa le vacanze di Natale a Roma da sua nonna e i suoi zii, sperando in realtà di potersi costruire una nuova vita lì. Quando ci era stato l’anno precedente, si era sentito così bene che non voleva più tornare a casa, dove il rapporto conflittuale con la madre lo schiaccia. Una volta a Roma, però, nota che i suoi parenti sono cambiati e lui, che è rimasto lo stesso, si sente un peso. 

E Salvatore cade, ma questa caduta è più dura di tutte le altre. Tornato ad Alessandria prima del previsto, la depressione che ricomincia a piegare i rami degli alberi, capisce di avere solo due opzioni: rialzarsi o morire.


Recensione

Ho preso tempo prima di scrivere questa recensione e non è una cosa inusuale per me. Generalmente lo faccio per capire meglio quello che un libro mi ha lasciato, per assimilarne le emozioni e le sensazioni al meglio. Questa volta non è solo per questo. Dopo aver terminato "L'arte di rialzarsi", ho avuto l'impressione di esser stata lì, seduta su una panchina all'ombra di un albero, ad ascoltare un amico confidarsi. 

Il libro d'esordio di Salvatore Falzone è autobiografico ed è delicato, devastante, intimo. Scriverne senza pensare bene cosa dire, mi sembrava come spifferare la confidenza fatta da un amico ai quattro venti. Ma poi ho pensato che tutti devono scoprire questa storia, tutti devono conoscere Salvatore e il suo coraggio, la sua determinazione nonostante tutto e tutti.


"Lei pensi a me come al ragazzo che cerca se stesso nel bosco. A volte è così che penso a me stesso. Al ragazzo che corre e cerca. Cerca, cerca, cerca, ma non trova mai. Forse è questo lo scopo, no? Non trovare mai. Non avere. 
Le auguro riposo e buoni libri. E sogni, tanti sogni - sia a occhi chiusi che a occhi aperti. I sogni salvano vite.
Io intanto sono nel bosco a cercare, lei però non si preoccupi: starò bene."


Se decidete di avvicinarvi a questo libro fatelo con la stessa delicatezza con cui è stato scritto. Senza aspettarvi i soliti intrecci amorosi adolescenziali, senza aspettarvi un manuale su come affrontare un'età difficile. Aspettatevi solo di essere spettatori di una vita che non è la vostra perché "L'arte di rialzarsi" è una profonda analisi delle emozioni e dei pensieri di un ragazzo che deve fare i conti con un dolore radicato molto a fondo.
Un dolore che lo paralizza, lo annienta, lo spinge a tentare il suicidio, lo spinge a scappare da tutto quello che la vita mette sul suo cammino. Un dolore che ha bisogno, prima di esser estirpato, di esser compreso. Inutile provare a reprimerlo, inutile provare a fingere che non esiste, inutile provare ad andare avanti se prima non si guarda a fondo per capirne l'origine. 

Nel suo percorso di ricerca, di cadute e di buio, Salvatore Falzone non risparmia nulla al lettore: mette completamente a nudo le sue paure, le ingiustizie subite, il senso di sconfitta, la sua rabbia. Una rabbia che vorrebbe urlare in faccia ai ragazzini che lo hanno bullizato da piccolo o agli ignoranti che lo insultano etichettandolo, una rabbia che rimane lì invece ad alimentare il dolore e basta. 
Per Salvatore, ad un certo punto, non rimane che una scelta: continuare a farsi schiacciare dal dolore o provare a trovare la strada per uscirne. 


"Ci saranno altre cadute, e saranno tantissime. Cadrò e mi farò davvero male. Sanguinerò, e una parte di me vorrà restare a terra, immobile, ad aspettare il peggio. Una parte di me vorrà svanire.
Ma non svanirò, mi rialzerò.
Perché è ora di rialzarsi."


A lettura ultimata avrete voglia solo di una cosa: scrivere a Salvatore per dirgli grazie di aver condiviso la sua storia e di averlo fatto in un modo semplice e onesto. 

Consiglio il libro e questa volta ad un pubblico molto vasto: ai ragazzini più famosi della scuola e a chi preferisce rimanere nell'ombra, ai bulli e a chi è costretto a subire, ai genitori, a chi ha passato un momento nero ma anche a chi l'ha superato. Lo consiglio insomma un pò a tutti perché "L'arte di rialzarsi" è una storia comune, una storia che va ascoltata! 


4 commenti:

  1. Mi ispira e non mi ispira, un po' come Parlami, mia paura, l'ultimo di Simona Vinci. Sono storie troppo personali, ecco, per metterci bocca.
    Anche se tu, al solito, ne hai parlato con tanta delicatezza.

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    1. Hai ragione, parlarne non è stato facile, ma sono contenta che l'autore l'abbia letta e sia rimasto contento... non è stato facile anche perché i libri come questo, non sono da descrivere. Mettono in subbuglio le emozioni, fanno inevitabilmente tornare a galla momenti difficili, scombussolano.
      Non leggerlo se non è il momento adatto! ;)

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  2. Ciao, hai scritto una recensione molto chiara e delicata. Il libro già mi ispirava e tu mi hai convita. Lo leggerò. Grazie

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    1. Felicissima di esser riuscita a trasmettere la delicatezza del libro :) Fammi sapere cosa ne pensi quando lo leggerai.

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