lunedì 12 marzo 2018

Recensione "Se ti accorgessi di me" di Sharon Huss Roat

Ciao ragazzi,
oggi sono alle prese con una recensione difficile. Ho finito già da qualche giorno "Se ti accorgessi di me" di Sharon Huss Roat, un libro yang adult che a tratti convince, a tratti emoziona ma in altri punti provoca l'esatto contrario. 
Mentre la trilogia Delirium porta via tutto il mio tempo libero, ho lasciato che passasse qualche giorno per trovare le parole giuste per recensire  "Se ti accorgessi di me" perché credo che sia un libro da trattare con cura, soprattutto in questo periodo.

SCHEDA TECNICA QUI


La storia di Sharon Huss Roat è una storia semplice, lineare e molto molto scorrevole. Elementi e personaggi molto elementari: un'adolescente timidissima, una scuola piena di ragazzi più o meno popolari, i social network. Tre elementi a dar vita ad una storia che va ben oltre i classici romanzi young adult basati semplicemente sulla prima cotta e i primi problemi di cuore adolescenziali. Badate bene, con ciò non voglio dire che non ci sia una storia d'amore e tutti i romanticismi che lascia immaginare la copertina, ma l'autrice non si ferma solo a quello.
Vicky, la diciassettenne protagonista di "Se ti accorgessi di me", è una ragazza come ce ne sono tantissime oggi in giro per il mondo. Timida oltre ogni immaginazione che, pur avendo un animo pieno di luce e colori, sceglie di tenerlo perennemente nascosto dietro ad una grigia maschera pur di non osare, pur di non diventare troppo rossa, pur di non attirare l'attenzione.

Lei, come tantissimi altri ragazzi della sua età, sono gli #invisibili

Le persone che in un gruppo di amici ridono ad ogni battuta ma non oserebbero mai farne una; coloro che scelgono di non indossare abiti dai colori sgargianti solo perché hanno paura dei giudizi; tutti quelli che ballano freneticamente chiusi nella propria camera perché ad una festa non ci andrebbero neanche; chi sceglie di sedersi nella penombra di un albero piuttosto che nel bel mezzo del prato a godersi i raggi del sole. 
Vicky fa parte delle persone che hanno paura di uscire allo scoperto, fa parte di quello persone così intimidite dalla vita che scelgono di guardarla da dietro un vetro piuttosto che viverla. 

Prendere a cuore la protagonista risulta più semplice del solito perché, in fondo, molti di noi abbiamo passato almeno un periodo della vita in cui ci siamo sentiti come lei. Io almeno mi ci sono sentita molto vicina. Se pur non ai livelli della protagonista di "Se ti accorgessi di me", lotto anch'io quotidianamente con le mie insicurezze e le mie timidezze. Il blog ad esempio è stato per me un modo per mettermi in gioco perché ho sempre avuto timore di far valere la mia opinione. Qui ho trovato la sicurezza che non ho mai avuto, anche se non ho ancora vinto del tutto la mia sfida. Ho ancora una difficoltà enorme a parlare di me a livello personale e non riesco ancora a smettere di nascondermi dietro l'obiettivo della fotocamera. 

Vicky è un pò tutti noi, rappresenta uno stralcio di realtà molto molto attuale. Lei sceglie di sfidare sé stessa con un account instagram. Dietro un username, dietro una parrucca, dietro uno schermo, è tutto più semplice. Nessuno può realmente sapere chi c'è dall'altra parte quindi lasciare libero sfogo alle proprie idee è un gioco da ragazzi. Lo è un pò meno quando il gioco diventa troppo grande da gestire.

"Se ti accorgessi di me" è un romanzo attuale e forte, anche se in alcuni passaggi avrei voluto anch'io esser al fianco della protagonista per spronarla a reagire, per rassicurarla, per darle forza, per dirle che lei come ognuno di noi merita di camminare a testa alta alla luce del sole con gli abiti più sgargianti del mondo, con i capelli dai colori più bizzarri, con qualsiasi cosa possa renderla felice. È questo in fondo ciò che conta, ci sarà sempre chi giudicherà o deriderà le nostre scelte, ma chi se ne importa. Ciò che conta è smettere di sopravvivere e iniziare a vivere. 

***
Voi vi siete mai sentiti come Vicky?


4 commenti:

  1. La Newton, non si sa come, è bravissima a scoraggiare i lettori. Per fortuna, poi ci sono i blogger e recensioni come questa. Sai che non mi ero neanche soffermato sulla trama, fra copertina e titolo?

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    1. Hai pienamente ragione su Newton.. il problema è che anche loro pubblicano delle storie interessanti solo che viene presentato tutto allo stesso modo, le copertine sembrano tutte uguali, i titoli anche... diciamo che bisogna un pò tentare la sorte ;)

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  2. io e Mik ultimamente la pensiamo allo stesso modo. Quando ho visto la cover per nulla convinta del romanzo ho lasciato la trama a se. Poi arrivi tu che ci porti all'attenzione qualcosa che ne vale la pena. Che dire Saretta, segnato!:)

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    1. Occhio, non sarà il capolavoro dell'anno ma diciamo che fa riflettere su un argomento molto molto attuale, un argomento a volte difficile da trattare (più comodo evitare di guardare qualcuno che vuole sentirsi invisibile piuttosto che affrontare la cosa). Non ruba molto tempo, quindi, è una lettura da consigliare soprattutto ai ragazzi alle prese con i cambiamenti, con i primi rapporti sociali, ecc.. ;)

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