venerdì 23 marzo 2018

Recensione "Certi segreti" di Kim Van Kooten

Buongiorno ragazzi,
approfitto della pausa pranzo per parlarvi di un libro acclamato in tutto il mondo come il debutto più audace e convincente dell'ultimo periodo. Il libro in questione mi aveva incuriosita per la copertina, inquietante e angosciante nella sua vivacità, e per quanto titubante alla fine ho deciso di leggerlo.

Certi segreti di Kim Van Kooten

SCHEDA TECNICA QUI

Trama: 
Certi segreti sono troppo grandi per restare nascosti per sempre. Certi segreti chiedono solo di venire alla luce. È il giorno del quinto compleanno di Puck quando una berlina nera passa a raccogliere lei e la mamma dal marciapiede di un degradato quartiere di Rotterdam.
Pochi chilometri, e la sua vita di bambina senza un padre, senza bici e senza un soldo cambia per sempre. Nella imponente villa di Zwijndrecht, con le governanti, il giardino e gli enormi vasi cinesi, la vita scorre opulenta e quasi normale. Se non fosse per l’ostinazione con cui il proprietario, il ricco e impegnatissimo Signor Zio, insiste per lavare personalmente i capelli di Puck tre volte alla settimana. Comincia così, come un disegno infantile un po’ sghembo, pieno di ingenuità e di colori strani, il racconto della piccola Puck. Per assumere, un po’ alla volta, le sfumature sempre più fosche e inquietanti della violenza e dell’innocenza tradita. Kim Van Kooten prende una storia vera e drammatica – quella dell’amica Pauline Barendregt e del suo “aspirante papà” – e la trasforma in un inno alla vita.



Dalla trama si deduce già che il tema principale di questo libro fa parte delle storie che vorremmo non leggere mai, vorremmo non saperle, vorremmo che non fossero mai accadute. Leggerle nei trafiletti di cronaca, appena accennate, fa già un male assurdo. Leggerle romanzate, avendo come voce narrante una bambina che ti parla in prima persona come se tutto stesse accadendo in quel preciso momento, lascia un vuoto ed una rabbia incolmabile e indomabile.
"Certi segreti" racconta appunto segreti troppo grandi per restare nascosti (come leggiamo nel primo rigo della trama), ma troppo duri e dolorosi anche da leggere. È l'ultima riga della trama a lasciarmi dubbiosa: l'autrice Kim Van Kooten non ha fatto altro che dar voce alla vera storia di una sua amica che ha dovuto vivere sulla pelle il dolore che a noi lettori anche solo leggendo, si attacca addosso come se fosse una sostanza difficile da togliere. E qui il mio parere diventa contrastante: una parte di me pensa che tutti hanno diritto a raccontare la propria verità, a sfogarsi, a parlare per aprire gli occhi ad un mondo che troppo spesso sceglie di non vedere il marcio che ha ad un palmo dal naso; ma dall'altra parte penso anche che in questo modo si sia semplicemente scelto di speculare sull'abuso subito da una persona. 
Lo so che è un argomento difficile, come è difficile capire la motivazione che ha spinto l'autrice a scegliere questo come tema principale del suo romanzo d'esordio ma una cosa è certa: il libro è scritto benissimo. È scorrevole, è crudo, è doloroso, è lineare... ha tutte le carte in regola per essere definito un buon libro, ma la storia ti arriva dritta nello stomaco come se qualcuno ti avesse appena tirato un pugno.
Leggere "Certi segreti" fa male, sconvolge a tratti, ma la storia arriva dritta al lettore lasciandolo sconvolto. Se questo era l'obiettivo dell'autrice, ha colto nel segno.

Consigliarvelo mi risulta difficile, non perché questo libro sia brutto, ma perché non potrei mai esser io a farvi star male (leggerlo senza provare nulla è impossibile). Quindi siate consapevoli di cosa avete di fronte prima di iniziare "Certi segreti", se vi sentite forti abbastanza da affrontare l'argomento e anche ad ammettere che metterci un paraocchi comunque non servirà a far sparire il problema, allora potrete avventurarvi in questa lettura.

Io personalmente credo che questo possa essere un modo per spronare la gente: dobbiamo smettere di ignorare il male perché purtroppo il mondo ne è pieno, ma se tutti noi iniziassimo nel nostro piccolo ad opporci, ad allearci con chi ha bisogno, a denunciare... allora forse qualcosa pian piano potrebbe iniziare a cambiare.


4 commenti:

  1. diciamo che bisogna essere consapevoli di quello che si va a leggere e quindi anche trovare il momento giusto. sono romanzi necessari anche se la storia della speculazione mi fa un po' storcere il naso.. vedremo più avanti. cmq le tue recensioni sempre top, dritte al punto e precise!

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    1. È decisamente una storia difficile, bisogna esser pronti ad indossare un'armatura prima di iniziare questo libro.

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  2. Ho finito di leggerlo poco fa, volevo sapere il parere di altre persone subito dopo aver concluso la lettura. È un libro crudo, l’ho letto tutto in un giorno. Ho avuto bisogno di varie pause per elaborare ciò che stavo leggendo, è uno scritto talmente forte e diretto che ti sconvolge, un po’ ti uccide dentro. L’evoluzione del personaggio è stata magnifica, il finale mi ha lasciata con l’amaro in bocca. Non è giusto, fa più male forse il finale che tutto il resto. Speravo in una rivalsa della protagonista, ma sono anche consapevole che non tutte le storie finiscono con “e vissero tutti felici e contenti”. Un libro reale, forse troppo. Non adatto a chiunque, che ti fa riflettere, ti bruciano lo stomaco e gli occhi, ma è impossibile smettere di leggerlo. Un grande libro (il primo della mia età “adulta”). Mi ha fatto tornare la spasmodica voglia di leggere e raccontare. Certe storie vanno raccontate, la gente deve essere resa consapevole. Talmente forte che ho pianto.

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    1. Ho pianto anch'io, devo confessarlo. È una storia che fa male, su questo non c'è dubbio, ma come per te la voglia di andare avanti nella lettura anche per me era diventata quasi una necessità.. si ha voglia di girare pagina e trovare giustizia, trovare il lieto fine, scoprire come la protagonista alla fine sia riuscita a rimettere insieme i cocci della sua anima.
      Il finale invece, è quasi più struggente del resto del libro!

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