martedì 30 gennaio 2018

Recensione: Il bambino silenzioso di Sarah A. Denzil

Sono finalmente tornata ad immergermi nei cupi toni dei miei amati libri thriller. Non ne leggevo uno da un bel pò e devo ammettere che questo stile mi mancava eccome. Non c'è niente da fare, per quanto io mi sforzi di farmi piacere gli altri generi letterari, il thriller si aggiudica sempre il primo posto sul podio.

La lettura che per una settimana mi ha completamente coinvolta è "Il bambino silenzioso", in libreria da ieri, 29 gennaio.
Ho avuto modo di leggerlo in digitale ma questo non mi ha affatto impedito di godermelo appieno.

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Emma Price e Aiden sono i protagonisti di questa storia, sono le persone che mi hanno tenuto compagnia per circa 7 giorni. Tutto ciò che l'autrice Sarah A. Denzil ha raccontato di loro, io l'ho assorbito, studiato, ripensato. Volevo a tutti i costi esaminare i dettagli, provare a pensare come l'autrice e risolvere il caso. 
Perché in fondo il bello dei thriller è proprio questo: provare a capire chi è il colpevole, scoprire cos'è successo alla vittima. 

In questo caso poi è tutto amplificato perché la vittima ha un alone di mistero che lo circonda: Aiden, scomparso a soli 5 anni, dichiarato morto dopo anni di ricerche ma che al decimo anno ricompare. Apparentemente dal nulla, lo trovano a vagare al limite della foresta che circonda il piccolo villaggio in cui vivono poco più di 400 persone. Una grande famiglia si potrebbe dire, perché quando un villaggio è così piccolo inevitabilmente si conoscono tutti eppure tra di loro qualcuno ha rapito il piccolo Aiden e l'ha tenuto rinchiuso per 10 anni.
Un caso facile da risolvere si potrebbe pensare perché la vittima non è morta, è viva e vegeta e potrebbe dire chi è stato. Il problema è che Aiden è tornato si, ma traumatizzato: non parla, non si fa toccare, ha lo sguardo perso nel vuoto. Nessuno può sapere cos'ha dovuto vivere, nessuno sa se è ancora in grado di parlare o se ha subito un trauma così forte che ha compromesso le sue capacità cognitive e celebrali. 

giovedì 25 gennaio 2018

Recensione Noi siamo tutto di Nicola Yoon - Dal libro al Film

Everything everything di Nicola Yoon, è arrivato in Italia a maggio 2017 con il titolo "Noi siamo tutto". Letteralmente però significa "tutto, qualunque cosa" e sinceramente mi sarebbe piaciuto di più. Sarebbe stato più adatto a questa storia così delicata eppure così travolgente.

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Ho letto il libro durante la scorsa estate ma qualche sera fa ho deciso di vedere il film e così mi è tornata la voglia di parlarvene.

Madeline è la protagonista, la ragazza che vive in una "bolla", come se fosse in una palla di neve custodita sul comodino della madre.
Sfortunatamente Madeline ha una rarissima malattia: è praticamente allergica al mondo perché le sue difese immunitarie non funzionano come dovrebbero e qualsiasi virus per lei potrebbe esser letale.
La sua famiglia è composta unicamente dalla madre, medico, che ha costruito per lei una casa ad hoc: purificatori d'aria, ingresso con camera di decontaminazione, grandi vetrate per poter guardare il mondo che Madeline non potrà mai veramente vivere. 

Tutto il mondo della diciassette è racchiuso in quella casa asettica e sterile, a tener vive le sue emozioni, i libri. Madeline è infatti come noi, una lettrice sfegatata: divora libri, li esamina, li rilegge, li recensisce. Sono tutto ciò che ha per capire cosa si prova a vivere realmente.

mercoledì 17 gennaio 2018

Doppia recensione: primo e secondo capitolo della serie "L'esercito dei 14 bambini"

Riprendere in mano un'attività lasciata per troppo tempo a prendere polvere non è mai una cosa semplice. Non so da dove iniziare ad esser sincera ma proverò a farlo come in questo periodo affronto tutto ciò che mi capita nella vita: lo farò di pancia, o di cuore se preferite. Il 2018 per me è l'anno senza filtri, senza schemi, senza liste di cose da fare. È l'anno del "faccio quel che mi va", "leggo quel che mi va" "scrivo in base a come mi sento" e quindi è questo che troverete qui. Meno stereotipi, meno schede tecniche, più passione e più me soprattutto.

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Questa recensione nasce da una lettura, per l'appunto, fatta tutta d'un fiato. Il primo capitolo della serie "L'esercito dei 14 bambini" di Emmy Laybourne l'ho letto un bel pò di tempo fa ma non l'ho mai recensito perché in quel periodo avevo smesso di scrivere. 
Ma ad esser sinceri mi è piaciuto, eccome. 

Non è una lettura impegnativa, forse per il fatto che i protagonisti sono tutti piccini (dai 5 ai 17 anni) ma proprio per questo è stata una lettura piacevole.
È un distopico, ambientato in un contesto non proprio originale: una forte grandine è l'inizio della catastrofe, la conseguenza di una fuga di sostanze chimiche e tossiche da una fabbrica di cui però sappiamo poco e niente. 

Tutto ciò che scopriamo è grazie ai 14 protagonisti: dei ragazzini/bambini che all'inizio del caos sono sullo scuolabus, diretti verso la loro scuola. L'eroina è l'autista che porta tutti al riparo nel Centro commerciale più vicino. 
È qui che si svolge la storia: generatore di corrente alimentato a luce solare, tante scorte di cibo, tanti vestiti, medicinali, giocattoli, utensili per il fai da te ecc... Un mucchio di roba che ovviamente fa comodo quando devi sopravvivere ad una catastrofe. 

venerdì 12 gennaio 2018

Il ritorno? Forse, spero di si!

Ciao ragazzi,
non vi leggo da tantissimo tempo e non avete idea di quanto questo mi renda triste.
Non so più cosa succede nella Blogosfera, chi c'è ancora, chi è silenzioso come lo sono stata io, chi c'è di nuovo. Mi sono persa quasi un anno di voi, di questo fantastico mondo.
Ma ne avevo bisogno, avevo bisogno di staccare la spina da tutto perché era un periodo di grandi cambiamenti nella mia vita.
Ora ho: un marito, una casa, tanti progetti lavorativi da seguire, nuovi clienti che assillano, pile di libri che s'impolverano, idee e nuovi propositi che si accavallano nella mente... il caos insomma :)
L'unica cosa certa è che è da una settimana che aro il blog e penso con nostalgia che tutto quello che rappresentava mi manca, eccome se mi manca.
Diciamo che, nel caos, l'unica cosa che è certa è che voglio riprendere in mano questo posto. Non so come, non so se ci saranno cambiamenti o se rimarrà tutto uguale, non so se riuscirò ad essere quella di prima o se vi farò conoscere la nuova me (impossibile non sentirsi un pò diversi dopo un anno di cambiamenti), non so di cosa vi parlerò e con che frequenza ma... ci voglio provare.

Se qualcuno di voi passa ancora per sbaglio da queste parti, aggiornatemi, ditemi di voi: cos'avete fatto in quest'anno, cosa state leggendo, quale serie tv state seguendo in questo momento, di che colore avete i capelli... insomma quello che vi va!

Ho bisogno di risentirmi a casa! :)